Sant'Agata, mi ciudad en fiesta


Se que la mayoría de lectores que tengo sois españoles, y por ello quiero que conozcáis cada vez mas algo de mi, algo que me pertenece, algo que llevo en mis raíces. Muchas veces os he hablado de mi tierra, he compartido fotos con vosotros en mi pagina Facebook, os he dicho cuanto quiero a mi perro... y muchas mas cosas. Pero nunca tuve la ocasión de hablar del día mas importante para mi ciudad. Y este dia es hoy, el 5 de febrero. Este es el día de Sant'Agata, nuestra patrona, una santa a la que muchos están devotos, y quien no lo está, se queda fascinado y emocionado por como se transforma esta ciudad para ella. Os cuento brevemente la historia de esta santa, para que entendáis tanta emoción y devoción.

Agata fue una joven que vivió en Catania, en el III siglo, durante la epoca en la que gobernaba el senador Quintianus. Este, enamorado perdidamente de ella, fue rechazado por Agata, que se había comprometido con Jesus. Su rechazo hizo enfurecer el senador que la torturò de mil maneras, entre ellas, cortando sus senos. Esta dolorida frase es la que le dijo después según la leyenda:

"Cruel tirano, ¿no te da vergüenza torturar en una mujer el mismo seno con el que de niño te alimentaste?"

Al final fue asesinada, y quemada viva el 5 de febrero de 251.
Lo que hace que sus conciudadanos la adoren con tanta devoción es la historia que cuenta que un año después de su muerte, el 252, el volcano Etna amenazó nuestra ciudad con una potente erupción. Se cuenta que la gente llena de miedo se revolcó en la catedral en el medio de la noche, y llevando el velo que pertenecía a Agata en procesión, pidió ayuda a la santa para que la lava se parase antes de llegar a las puertas de la ciudad. Según la leyenda, el 5 de febrero de 252, exactamente un año después de su muerte, el volcano cesó su actividad, y la ciudad fue salvada de la destrucción.
Por esta razón sus devotos llevan un traje blanco y un gorro negro, para recordar los ciudadanos que se revolcaron en trajes de noche para pedir el milagro a la santa.

Yo no soy devota, pero creo que esta fiesta es algo que pertenece a cualquier catanese (catolico o no). Creo que es algo que va mas allá de la religión. Es algo que pertenece a nuestra cultura, y que llevamos en nuestras raíces, y es por ello que cada año me dejo cautivar por toda esta emoción (aunque estoy lejos de mi tierra).
Ahora os invito a ver este video. Es de una calidad espectacular, y la musica es la perfecta acompañante de tanta emoción. Es también una manera de conocer lo bonita que es mi ciudad. Espero que os guste.
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So che la maggior parte dei miei lettori siete spagnoli, ed è proprio per questo che voglio farvi conoscere ogni giorno di più qualcosa di me, delle mie radici, di quello che mi appartiene. Molte volte vi ho parlato della mia terra, ho condiviso con voi attraverso la mia pagina Facebook molte foto, vi ho detto quanto amo il mio cane... E moltissime altre cose.
Però fin'ora non ho mai avuto occasione di parlarvi del giorno più importante per la mia città. Questo giorno è oggi, il 5 febbraio, perché è il giorno di Sant'Agata, la patrona di Catania, una santa alla quale molti sono devoti, e chi non lo è, non rimane assolutamente indifferente al fascino e alla festività di questa città che si trasforma per lei. Racconto brevemente la storia di questa santa, perché possiate capire tanta emozione e devozione.


Agata fu una giovane che visse a Catania nel III secolo dopo Cristo, durante il governo del senatore Quinziano. Questi, innamorato della giovane che si era consacrata al Signore, fu rifiutato da lei più volte. Per questo motivo, la furia del senatore, lo portò a infliggere infinite torture alla giovane, tra cui il taglio dei seni con delle tenaglie. Questa frase addolorata è quella che si dice lei disse dopo essere stata torturata: 
"Tiranno crudele, non ti vergogni a torturare in una donna lo stesso seno con il quale ti alimentasti da bambino?"
Alla fine fu uccisa e bruciata viva il 5 febbraio 251.
Quello che realmente causa tanta adorazione e devozione dei suoi concittadini, è la storia che racconta che un anno dopo la sua morte, nel 252, il vulcano Etna minacciò la città con una potente eruzione. Si racconta che la gente piena di paura, si riunì in cattedrale in piena notte, e portando il velo di Agata in processione, la pregarono di fermare la lava prima che entrasse in città. Secondo la leggenda, il 5 febbraio del 252, un anno esatto dopo la sua morte, il vulcano cessò la sua attività, e la città fu salvata dalla distruzione. 
Per questa ragione i suoi devoti portano un abito bianco e un cappello nero, in ricordo dei cittadini che si riversarono nelle strade in camicia da notte, per chiedere il miracolo alla santa.

Io non sono devota, però credo che questa festa è qualcosa che appartiene a ogni catanese (che sia cattolico o no). Credo che è qualcosa che và più in la della mera religione. È qualcosa che appartiene alla nostra cultura, e che portiamo nelle nostre radici, ed è proprio per questo che ogni anno mi lascio coinvolgere da tanta emozione (anche se sono lontana).
Adesso vi invito a vedere questo video. È di una qualità spettacolare, e la musica è la perfetta accompagnante di tanta emozione. È anche un modo di conoscere la mia bella città. Spero vi piaccia.



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This entry was posted on 5 feb. 2013 and is filed under ,. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response.

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